Arpino

23/01/2020
L'origine storica della città di Arpino, trae origini primitive, addirittura all'era del boronzo, La grotta Buco Marcello, per esempio, che all'epoca affacciava su un probabile specchio d'acqua, ha restituito resti umani, di animali "cucinati" e di focolare. La grotta delle Fate invece, è particolarmente importante perché lì avvenne l'integrazione fra gli indigeni trogloditi ed i poco noti Pelasgi, che intorno al XIII a.C. migrarono dalla Grecia micenea, molto più emancipati (a loro forse dobbiamo l'inizio della pastorizia in loco e la coltivazione di olivi). In epoca romana Arpino, fu punto di riferimento della civiltà romana in Ciociaria, lo testimoniano i diversi resti come la Via Latina, la tomba del dio Saturno (chiamata in dialetto "iocca re l'ova") mitico fondatore della città, la Cloaca Massima, due archi di acquedotto, le porte cittadine e la Torre Quadrangolare tardo romana detta "di Cicerone". Il nucleo più antico di Arpino è racchiuso all’interno del quartiere cittadino chiamato Civitavecchia (o Acropoli), che è circondato da possenti mura poligonali, di cui trae origine l’antica porta a sesto acuto, unico nella sua forma al mondo,questo arco è realizzato con dei grandi blocchi di pietra disposti ad incastro. Un’altro storico quartiere di Arpino è quello di Civita Falconara, dall'aspetto tipicamente medioevale e staccata dal centro abitato, è dominato dal Castello di Ladislao Durazzo (oggi ospita la raccolta di sculture del celebre artista del XX secolo Umberto Mastroianni).
Nel corso del ‘700 il quartiere è stato interessato da restauri e dalla costruzione di eleganti palazzi signorili (Palazzo Quadrini, Palazzo Battiloro, Palazzo Incagnoli, Palazzo Moriconi e Palazzo Pesce). Tra gli edifici di culto merita senz’altro di esserre visitata, la Chiesa parrocchiale di S. Michele Arcangelo, di stile barocco, costruita su un tempio pagano nel XII secolo, che conserva al suo interno preziosi dipinti del pittore Giuseppe Cesari, meglio conosciuto come il Cavalier d’Arpino.
Altri palazzi importanti nella cittadina, di pregevole fattura riguardano, il Palazzo del Cavalier d’Arpino e il Palazzo Municipale sulla cui facciata sono posti i busti di Vittorio Emanuele II e Garibaldi nonché di due insigni concittadini di Arpino, Giuseppe Cesari e San Francesco Saverio, poi abbiamo il Palazzo del “Tulliano” che accoglievafino a qualcche anno fa il famoso liceo, il Palazzo Sangermano. Arpino annovera tra i propi nativi uomini storici di fama mondiale, come Marco Tullio Cicerone, scrittore, statista ed oratore romano, che nacque ad Arpino il 3 gennaio del 106 a.C., e Caio Mario, grande condottiero dell'esercito romano e 7 volte console di Roma. Tra le tradizioni più importanti e famonse si può citare il “Gonfalone” (domenica successiva al Ferragosto), dove i quartieri della cittadina si sfidano in gara sportive di antiche tradizioni, come il tiro alla fune, la corsa degli asini, la corsa con la cariola e la corsa con la pignata, il tutto arricchito da un'arte culinaria, alla riscoperta dei sapori tipici della tradizione arpinate.
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